

"Le proposte di Fausto Bertinotti di liberalizzare la cannabis e sperimentare le 'stanze del buco' in Italia sono lontane da ogni logica di prevenzione e anche dal buon senso. Bertinotti non si smentisce". Lo dichiara Maurizio Gaparri An-Pdl. "La droga è un male che va combattutto senza compromessi. Invito il Presidente della Camera a far visita alle Comunità di recupero di giovani che sono caduti nel tunnel della tossicodipendenza. Lo invito ad ascoltare le storie di quei ragazzi, i loro drammi personali. Ma come si fa solo a pensare a simili progetti? Le stanze del buco. Un termine che di per sè evoca terrore, morte. Secondo Bertinotti questa soluzione darebbe assistenza a chi assume sostanze stupefancenti. E' una trovata macabra per gli effetti devastanti che produrrebbe. Anzichè dare un segnale forte di lotta e di prevenzione al consumo di droghe, il leader della Sinistra Arcobaleno auspica una revoca della legge Fini-Giovanardi e propone la liberalizzazione della cannabis. E' un programma che getta sgomento e preoccupazione in tutta la parte sana del paese, in chi quotidianamente entra in contatto con la tragedia di migliaia di famiglie che soffrono il dramma della tossicodipendenza. Le camere del buco, poi, come le chiama il Presidente della Camera, riportano alle stanze delle prigioni americane dove si somministra il veleno ai condannati a morte. Anche lì c'è chi può assistere. Noi preferiamo guardare alla vita".
da http://illupoblog.blogspot.comDroga, perchè? Purtroppo il problema non è così semplice da affrontare, bisogna individuare ciò che spinge fin dall'inizio un ragazzo a far uso di stupefacenti. Alcuni sono spinti dagli amici, "prova, tanto una pasticca che ti può fare?" si inizia così da una serata in discoteca, poi due, non c'è due senza tre, "ma tanto smetto quando voglio!"
Dopo invece ti accorgi troppo tardi che è diventata dipendenza!
Fino a qui sono cose che si sanno, ma l'aspetto più grave riguarda chi incomincia a impasticcarsi, sniffare o bucarsi per fuggire dalla realtà che l'opprime.
La vita di oggi è frenesia, è¨ un continuo susseguirsi di problemi, lo stress spesso regna sovrano al nostro interno. Perchè? Forse la spiegazione è più semplice del previsto. Noi abbiamo (e ognuno è colpevole e complice) importato e accresciuto questa mentalità moderna, frenetica, dominata dalla paura, la paura (di chi può permettersi di tentare l'arricchimento) di morire senza aver avuto nulla, quindi c'è questa fretta di guadagnare, di avere qualcosa tra le mani, di avere il potere e la fama, anche piccoli che siano, e si prende la droga che aiuta a superare l'ansia, a migiorare le prestazioni e superare lo stress.
Questo percorso può far cadere rovinosamente chi lo intraprende, e colui che cade a volte riscopre i veri valori per cui vale la pena combattere sanamente, si accorge che in fondo lui è vuoto, i soldi non l'avevano riempito affatto, anzi lo avevano deviato, era diventato una macchina, un altro essere, più vicino ad un robot che ad un uomo.
Avere una famiglia è duro (soprattutto oggigiorno) ma è una ragione di vita. Avere la Fede ti aiuta a superare qualunque ostacolo. Aiutare chi ne ha bisogno, regalare un sorriso è una delle gioie più grandi. C'è un proverbio che dice: "il lavoro nobilita l'uomo". Mai fu detta cosa più saggia. La soddisfazione più grande è il dovere compiuto, chi è che ha bisogno di drogarsi se compie il suo dovere onestamente e gode i frutti del proprio lavoro?
Mi sono limitato a parlare di questo aspetto perchè sugli effetti delle droghe si possono facilmente trovare tutti i dati che si desiderano.
IN LOGGIA E BROLETTO. I consiglieri Fabio Mandelli e Andrea Ghezzi annunciano una iniziativa inter-istituzionale.
L’emergenza droga è il nuovo cavallo di battaglia di Alleanza nazionale che, con un’azione congiunta dei capigruppo consiliari alla Provincia e al Comune di Brescia, sollecita una seduta straordinaria dei rispettvi consigli.
«Così come per il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, riteniamo che anche l’emergenza droga rappresenti un tema di confronto politico e impegno istituzionale» ha spiegato il capogruppo in Provincia Fabio Mandelli in una conferenza stampa promossa per illustrare la richiesta di convocazione che oggi verrà sottoposta all’attenzione della conferenza dei capigruppo di palazzo Broletto. Due i punti cardine del documento. Si punta a promuovere una serie di audizioni coinvolgendo tutte le realtà pubbliche e private del territorio che svolgono mansioni di studio, analisi, contrasto delle tossicodipendenze e del recupero delle persone vittime di dipendenze. Inoltre si vuole promuovere una serie di interventi negli istituti scolastici bresciani per sensibilizzare i giovani sugli effetti devastanti derivanti dall’utilizzo di droghe in genere. Ma non solo.
«Intendiamo investire in campagne che abbiano impatto mediatico sugli adolescenti ma che siano anche in grado di tenere alta la guardia degli adulti» dice Mandelli. Dopo la campagna di contrasto agli incidenti stradali, all’abuso di sostanze alcoliche e a sostegno della sicurezza nei luoghi di lavoro la Provincia, secondo An, deve dunque mobilitarsi anche per contrastare la diffusione di droghe.
IN QUESTO CONTESTO la prima seduta del Consiglio provinciale trasmessa in diretta televisiva il 14 dicembre sulla sicurezza sul lavoro ha «fatto scuola». «Riteniamo utile condividere il dibattito e le scelte della politica con i cittadini e le famiglie bresciane - ha proseguito Mandelli -. Sono certo che ci sarà piena condivisione di questa nostra iniziativa che vorremmo poter concretizzare entro maggio».
Un mese importante anche per la politica di palazzo Loggia «che proprio in vista delle prossime elezioni amministrative non è in grado di impegnarsi su progetti futuri» ammette il consigliere comunale Andrea Ghezzi, che prevede di sottoporre la mozione che verrà presentata al presidente dell’assise comunale.
«L’aumento del consumo di sostanze stupefacenti e di nuove droghe a livello regionale ma anche nella nostra città non deve essere sottovalutato. A questo inconfutabile dato, emerso dall’annuale relazione nazionale presentata in Parlamento, si aggiunge la facilità di reperimento di queste sostanze anche nelle realtà scolastiche» commenta Ghezzi, rimarcando la volontà di ottenere l’ approvazione di linee di indirizzo politico-amministrativo finalizzate alla sensibilizzazione sul tema anche in ambito cittadino.
da www.agbrescia.it
Iniziativa del capogruppo in Provincia Fabio Mandelli e del consigliere comunale Andrea Ghezzi.
Tra gli elementi contenuti nel testo del ministro Ferrero, spicca la grande disponibilità di droga sul territorio, tanto che un terzo degli studenti lombardi ha raccontato di non avere difficoltà a trovare la sostanza desiderata.
A ciò si aggiunge il fatto che le droghe negli ultimi anni non hanno subito le conseguenze dell’inflazione, diventando in molti casi più economiche.
Un mercato florido le cui basi possono essere minate anche con azioni di tipo culturale, come spiega il capogruppo di An in consiglio provinciale, Fabio Mandelli: «Nel mese prossimo ci impegneremo affinché sia approvato un emendamento al bilancio per mettere a disposizione una somma da destinare a campagne di prevenzione nelle scuole, fuori dalle discoteche.
È preoccupante che siano in aumento gli incidenti stradali causati dall’uso di stupefacenti. Ci siamo battuti contro l’alcol, ma l’emergenza sicurezza riguarda anche la droga».
Prima del consiglio straordinario, che potrebbe essere messo in agenda per maggio, An richiede di effettuare una serie di audizioni con chi si occupa del fenomeno a tutti livelli, forze dell’ordine, Asl, comunità di recupero.
Lo scopo è di diffondere una maggiore conoscenza tra le forze politiche, oltre che di selezionare i soggetti protagonisti delle azioni informative.
Per il momento, Mandelli sollecita la presidente del consiglio provinciale, Paola Vilardi, affinché vengano praticati i test antidroga periodici tra i consiglieri stessi.
Sul fronte comunale, Alleanza Nazionale presenterà in Consiglio una mozione per introdurre anche in città iniziative di prevenzione, anche se, con le elezioni alle porte, Andrea Ghezzi non nasconde l’esiguità del tempo disponibile: «Faremo lo stesso un appello perché crediamo che questa tematica debba essere prioritaria, dato che Brescia è un crocevia importante di spaccio e di consumo».
Emanuele Galesi
Aumento del consumo di cocaina, cannabis, allucinogeni e stimolanti di sintesi, ritorno fra i più giovani del consumo di eroina, crescita degli utenti presso i Ser.T di consumatori di cocaina e cannabis. È dai dati allarmanti contenuti nella relazione sulle tossicodipendenze presentata l’anno scorso al parlamento dal Ministero della solidarietà sociale che nasce l’idea di Alleanza Nazionale di convocare un consiglio provinciale straordinario sul tema della droga per promuovere iniziative che mirino a informare i giovani sui rischi che corrono assumendo sostanze stupefacenti e psicotrope.
da http://agpgcircoloborsellino.spaces.live.com/
Dopo l'inchiesta del nostro Circolo sul Ser.T. di Perugia che ha portato a galla una realta' di spaccio e di carenze di personale, ora AN in Regione continua la sua battaglia per la chiusura dei Ser.T., il totale cambiamento dell'atteggiamento nell'approccio e nel recupero del tossicodipendente e nella strenua battaglia contro ogni tipo di droga di Stato.
Il capogruppo An in consiglio regionale Franco Zaffini ha presentato due interrogazioni all’assessore Rosi, di cui l’una in merito alle affermazioni “gravissime” rilasciate a mezzo stampa da Claudia Covino, responsabile del Ser.T di Monteluce, circa l’indisponibilità delle Comunità terapeutiche ad accogliere soggetti in stato di tossicodipendenza, l’altra in merito alla morte di un giovane a cui è stata somministrata una dose di naloxone (antidoto all’overdose) nei pressi di Spello in assenza di un medico, notizia riportata alcuni mesi fa da una testata locale.
“La responsabile Covino – spiega il capogruppo – ha affermato di aver chiesto a 12 comunità umbre di accogliere un ragazzo con diverse patologie e di aver ricevuto risposta negativa da tutte e 12 le comunità mentre, ha detto, i servizi pubblici non dicono mai di no. Vogliamo che l’assessore ci informi – continua Zaffini – su quali sono le 12 comunità umbre che avrebbero rifiutato il paziente, sul motivo per cui lo avrebbero rifiutato, e sul perché la responsabile Covino si sia limitata a chiamare soltanto 12 delle 21 comunità accreditate in Umbria. Sulla questione Ser.T e sul lavoro da essi svolto occorrono certezze, non vaghi discorsi paternalistici che buttano fumo negli occhi ai cittadini, che per buona parte contribuiscono a mantenere queste strutture pagando le tasse.”
“La seconda interrogazione – riprende Zaffini – è di grande importanza, perché se è vero che un ragazzo è morto dopo che gli è stato somministrato il naloxone senza il dovuto supporto medico, allora ci troviamo di fronte alla dimostrazione che la diffusione del narcan, resa ancora più facile da una recente delibera di giunta regionale in seguito alla quale ne sono state messe in circolazione 5000 dosi, può essere pericolosa quanto una overdose di eroina. In tal caso, la politica della riduzione del danno di cui va tanto fiera la dottoressa Covino, deve essere contrastata quanto la droga stessa, perché può essere causa di decessi che si vanno a sommare alla già tragica lista di morti per overdose in Umbria. L’assessore dovrà informarci anche sui risvolti di questa triste vicenda. ”
da
http://agpgcircoloborsellino.spaces.live.com/
Ieri (19 Gennaio 2008) alla Conferenza stampa indetta dal Circolo di Azione Giovani "Paolo Borsellino" e dal Capogruppo di AN alla Regione Franco Zaffini sul problema droga e sul recupero dei tossicodipendenti: erano presenti giornalisti di tutte le testate: corriere dell'umbria, nazione, la voce, ed erano presenti anche oltre al tg3,le principali emittenti e programmi umbri come TEF.
Relatori erano: il gia citato Franco Zaffini consigliere regionale, Emanuele Prisco Presidente del Circolo di AN "Augusta Perusia" e Dirgente Nazionale di Azione Giovani, il Commissario Regionale di Azione Giovani Andrea Rossi, il consigliere Comunali di AN Enzo Baldoni e ovviamente il Presidente e il vice-Presidente del Circolo AG "Paolo Borsellino", rispettivamente Michael Surace e Gaetano Micciche'.
E' stato molto interessante e sicuramente produttivo poter anche dialogare con i giornalisti (soprattutto con la giornalista del corriere) sulle possibile soluzioni a questo problema perugino che oggi vede la nostra citta'vantare macabri record nazionali sullo spaccio di droga e sul "rapporto qualita' prezzo".
Oggi in tutti i principali giornali dell'Umbria e' stata dedicata una intera pagina alla conferenza stampa di ieri (soprattuto la Nazione e la Voce di Perugia).
Eccovi quindi il discorso fatto dal Presidente del Circolo Michael Surace, un modo per riassumervi in sostanza cosa abbiamo detto ai giornalisti:
"Volevo innanzitutto ringraziare tutti i presenti, i giornalisti e soprattutto il Consigliere Franco Zaffini che ci ha dato la possibilita’ di poter denunciare la nostra inchiesta in un luogo prestigioso come la Regione e davanti a voi giornalisti. Probabilmente se avessimo organizzato la conferenza stampa da soli e nella nostra sede di Via Sicilia non avremmo potuto avere questo riscontro di interesse giornalistico come in questa sede. Quindi grazie Franco.
Premetto che questa e’ una delle tante iniziative che abbiamo fatto e che continueremo a fare per combattere il fenomeno spaccio e tossicodipendenza nella nostra citta’. L’anno scorso ci siamo battuti contro le stanze del buco, tanto evocate da consiglieri di Rifondazione e a volte anche dagli stessi operatori del SERT. Quest’anno ci siamo buttati nel mondo del Ser.T e sul percorso di recupero dei tossicodipendenti.
Pero’per poter parlare di questo mondo avevamo bisogno di toccare con mano la realta’ del recupero e cosi’ abbiamo preso la decisioni di mandare due nostri ragazzi, ovviamente per loro volonta’ e spirito di azione politica, di mandarli dicevo al Ser.T di Monteluce.
Quei fogli che vi abbiamo ora distribuito non sono altro che la Relazione fatta da questi due nostri inviati se cosi’vogliamo chiamarli, al Ser.T. E la scoperta e’ sconvolgente come potete leggere: il Ser.T. di Perugia oltre ad essere un luogo malsano e privo di controlli, ma questo lo sospettavamo gia, e’ un luogo DI SPACCIO!
Praticamente un tossicodipendente che cerca di fare un primo passo per uscire dal mondo della droga e che va al Ser.T. per curarsi, trova uno spettacolo desolante e che lo fa ripiombare nella realta’ quotidiana della droga: lo Stato e’ assente in questi luoghi, non vi e’ alcun controllo, e il luogo dove dovrebbe trovare una prima risposta al suo problema diventa il suo nemico peggiore, cioe’ il LUOGO DI SPACCIO.
Il bello e’ che questi spacciatori sono abilissimi nel convincere il tossicodipendente a cambiare idea sul metadone: cercano di raggirarli dicendo “eh ma il metadone non ti fara’ nulla” oppure “il metadone tanto finira’, se vuoi te ne posso dare io un po’ con l’ultima dose” ecc. E non solo, alcuni di questi spacciatori addirittura si inseriscono tra gli utenti del Ser.T. per prendere essi stessi il metadone per poi magari andarlo a rivendere o a offrire a questi poveri disperati.
Poi ci sarebbe da dire che anche l’assistenza non e’ certamente adeguata, ad esempio abbiamo saputo che l’assistenza psicologica e’ disponibile 2 giorni alla settimana e bisogna prenotarsi: ma voi spiegatemi con 300 persone al giorno, con 15 minuti alla settimana quanta assistenza psicologica si puo’ dare ad un una persona.
Comunque ripeto, il fatto gravissimo e’ che il Ser.T. e’ diventato un mercato a cielo aperto dello spaccio, non vi e’ alcun tipo di controllo e il tossicodipente non trova certamente l’ambiente adatto per il suo recupero. Quindi l’analisi finale della nostra piccola inchiesta e’ che questi Ser.T. vadano rivisti e subito, a cominciare dalla sicurezza del luogo e da una profondo cambiamento di approccio con il tossicodipendente.
Crediamo che se tutti, cittadini, giornalisti, vogliamo bene a questa citta’ e vogliamo risolvere questo problema dobbiamo trovare delle risposte serie al recupero dei tossicodipendenti, e non a mantenerli in un continuo stato di dipendenza (anche da altre sostanze simili) come qualcuno vorrebbe, ma dargli una concreta speranza di riappropriazione della propria vita dal mondo della droga, e purtroppo oggi il Ser.T. non e’ in grado di darla questa speranza."
Perugia, 19 gen. - (Adnkronos) - ''La tossicodipendenza e' una delle emergenze regionali da affrontare: in Umbria c'e' un numero di morti per overdose da record e un fiorente mercato della droga che rappresentano la dimostrazione del fallimento delle politiche di contrasto e di repressione''. Lo ha detto il consigliere regionale, Franco Zaffini, aprendo questa mattina la conferenza stampa di Alleanza nazionale e Azione giovani sul funzionamento dei Sert, i servizi per i tossicodipendenti.
''I Sert - ha detto il consigliere regionale di An - devono essere chiusi perche', come ci dimostra il caso di Perugia, sono dei ghetti e dei luoghi fuori controllo in cui si spaccia e si distribuisce 'droga di Stato'. Al loro posto devono essere create delle strutture sanitarie interne alle comunita' di recupero, in cui sia possibile per i tossicodipendenti essere seguiti ed assistiti per raggiungere una efficace disintossicazione. Deve essere superata e rivista la politica di riduzione del danno, perseguita da questa amministrazione regionale, che i numeri ci dimostrano non funzionare''.
''Bisogna - ha proseguito Zaffini - pensare ai giovani che vivono il dramma della droga e soprattuto alle condizioni critiche in cui si trovano le loro famiglie''. Zaffini ha poi ricordato che Alleanza nazionale aveva proposto l'istituzione di una Commissione d'inchiesta sulla tossicodipendenza ''che e' stata pero' bocciata in modo miope e ideologico dal Consiglio regionale'' ed ha annunciato che nel mese di marzo si svolgera' in Umbria una conferenza nazionale del suo partito proprio sul problema della droga.

MIlitante di Azione Giovani Marano durante una manifestazione contro la droga!
HONG KONG (Reuters) - Farsi uno spinello equivale a fumare 20 sigarette in termini di rischio di cancro ai polmoni, dicono scienziati neozelandesi, ammonendo dell'eventualità futura di "un'epidemia" di tumore polmonare connessa all'uso di cannabis.
In passato diversi studi hanno dimostrato che la cannabis può causare il cancro, ma pochi hanno stabilito un forte legame tra l'uso di essa e l'incidenza del tumore ai polmoni.
In un articolo pubblicato sullo European Respiratory Journal, alcuni scienziati sostengono che il fumo dello spinello può danneggiare le vie respiratorie più che quello del tabacco poiché contiene due volte il livello di carcinogeni.
Anche il modo in cui si fuma aumenta il rischio, con gli spinelli che generalmente vengono fumati senza filtro e fino all'ultimo, cosa che aumenta la quantità di fumo inalato. Chi fuma cannabis inoltre inala più profondamente e più a lungo, facilitando il deposito di carcinogeni nelle vie respiratorie, osserva lo studio.
I ricercatori hanno intervistato 79 ammalati di cancro ai polmoni cercando di identificare i maggiori fattori di rischio. Ebbene, hanno trovato che il rischio aumenta di 5,7 volte nei pazienti che hanno fumato più di uno spinello al giorno per 10 anni, o due al giorno per 5 anni, tenuto conto ovviamente delle altre variabili come il fumo di sigarette.
"Anche se il nostro studio ha coperto un gruppo relativamente piccolo, mostra chiaramente che chi fuma cannabis per lungo tempo ha una maggiore possibilità di contrarre il cancro ai polmoni", si legge nello studio del Medical Research Institute of New Zealand.
"L'uso di cannabis può essere considerato responsabile di un caso su 20 di quelli diagnosticati in Nuova Zelanda", aggiunge.
"Nel prossimo futuro potremmo assistere a un"epidemia' di cancro ai polmoni connessa con questo nuovo carcinogeno. E questo rischio si applica a molti altri Paesi, dove il crescente uso di cannabis tra i giovani e gli adolescenti sta diventando uno dei maggiori problemi per la salute pubblica".
da www.valorieliberta.wordpress.com
IL MINISTRO DELLA SALUTE LIVIA TURCO RIFERENDOSI AL RAGAZZO QUINDICENNE MORTO IN CLASSE CIRCA UN ANNO FA A PADERNO DUGNANO, HA DICHIARATO “QUESTI FATTI NON AVVENGONO IN UN PAESE DOVE C’E’ UNA LEGGE LIBERALIZZATRICE, MA IN UNA DOVE C’E’ LA LEGISLAZIONE REPRESSIVA NEI CONFRONTI DI CHI CONSUMA UNO SPINELLO”. FORSE IL MINISTRO NON SA CHE REPRIMERE VUOL DIRE INTERVENIRE A COSE FATTE. MENTRE LE COSE CHE SI FANNO PRIMA CHE I FATTI AVVENGANO SI CHIAMANO PREVENZIONE. NON E’ UNA QUESTIONE DI VOCABOLARIO, MA DI CIVILTA’ DEL DIRITTO.NON ESISTE DISTINZIONE TRA DROGA LEGGERA E DROGA PESANTE. IL DOTT. SERPELLONI, DIRETTORE DELL’OSSERVATORIO REGIONALE DELLE DIPENDENZE DELLA REGIONE VENETO E DEL DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE SOTTOLINEA SEMPLICI DATI DI FATTO:-LA CANNABIS E’UNA SOSTANZA TOSSICA E PERICOLOSA PER LA SALUTE E L’INTEGRITA’ DELLA PERSONA-I SUOI EFFETTI NEGATIVI SONO AMPIAMENTE STUDIATI E CONOSCIUTI NEL MONDO SCIENTIFICO, E NON PIU’ MESSI IN DISCUSSIONE-IMPORTANTI STUDI HANNO DIMOSTRATO CHE L’AUMENTO DELLA DISPONIBILITA’ E DELLA TOLLERANZA SOCIALE ALL’USO COMPORTA UN MAGGIOR RICORSO A QUESTA DROGA DA PARTE DELLE GIOVANI GENERAZIONI-IL DIVIETO SANZIONATO A LIVELLO SOCIALE DI UTILIZZARLA COMPORTA DIVERSIFICATI COMPORTAMENTI NEI GIOVANI(LA MAGGIOR PARTE LO RECEPISCE COME DISINCENTIVANTE L’USO)-L’USO DI CANNABIS PRELUDE IN OLTRE IL 90% DEI CASI LA POSSIBILITà CONCRETA DI UTILIZZO DI DROGHE QUALI LA COCAINA E L’EROINA-LA POTENZIALE EFFICACIA SU ALCUNI SINTOMI DISAGIANTI CORRELATI A VARIE PATOLOGIE NON GIUSTIFICA MINIMAMENTE –L’USO PER FINALITA’ EDONISTICHE O RICREATIVE COSI COME PER TANTE SOSTANZE CHE VENGONO UTILIZZATE COME FARMACI EFFICACI-QUANDO PARLIAMO DI CANNABIS, SI PARLA DI DROGA ARTIGIANALE E QUINDI DI UN PRODOTTO PREPARATO E CONFEZIONATO IN PAESI IN CUI LE MINIME CONDIZIONI IGIENICHE NON VENGONO RISPETTATE.IL CONTESTO ATTUALE, PURTROPPO FACILITA LA CULTURA SOSTENITRICE DELLA DROGA LEGGERA , SE NON ADDIRITTURA TRASFORMANDO QUESTE PERSONE IN ICONE DELLA TRASGRESSIONE E DELLA LIBERTA’ COMPORTAMENTALE.VOGLIAMO FORSE DIMENTICARE CHE OLTRE 20.000 VITTIME DI INCIDENTI STRADALI SON DA METTERE IN CORRELAZIONE ALL’USO CONTEMPORANEO DI ALCOOL E SOSTANZE STUPEFACENTI?BENEDETTO XVI USA PAROLE NETTE”…CHI SI RIFUGIA NEI PARADISI ARTIFICIALI DELLA DROGA, SI ALLONTANA DEFINITIVAMENTE DALLA “VERA GIOIA”CHE INVECE E’ IN CHI AMA GLI ALTRI COME INSEGNA IL MESSAGGIO EVENGELICO.” E’ QUESTA PURTROPPO, LA PROPOSTA DELLE CULTURE CHE PONGONO LA FELICITA’ INDIVIDUALE AL POSTO DI DIO, MENTALITA’ CHE TROVA UN SUO EFFETTO EMBLEMATICO NELLA RICERCA DEL PIACERE AD OGNI COSTO, NEL DIFFONDERSI DELL’USO DI DROGHE COME FUGA COME RIFUGIO IN PARADISI ARTIFICIALI, CHE SI RIVELANO DEL TUTTO ILLUSORI”.OCCORE QUINDI UNA POLITICA DELL’ISTRUZIONE, DELLA COMUNICAZIONE E DELLA SENSIBILIZZAZIONE, OVVEROSSIA I FINI CHE CI PREFIGGIAMO CON LA NOSTRA ATTIVITA’ DI ASSOCIAZIONE.
LA CASA BIANCA TEMPO FA CON YOU TUBE, HA DIFFUSO UNO SPOT ANTI-DROGA. IL NATIONAL DRUG CONTROL POLICY HA NOMINATO QUESTO PROGETTO “ABOVE THE INFLUENCE”, IL CUI FINE E’ LA DISINCENTIVAZIONE DELL’USO DEGLI STUPEFACENTI TRA I GIOVANI. IL PORTAVOCE DEL DIPARTIMENTO, RAFAEL LEMAITRE HA DICHIARATO CHE SE QUESTI VIDEO CONVINCERANNO ANCHE UN SOLO ADOLESCENTE A NON FAR USO DI MARIJUANA, ALLORA L’INIZIATIVA AVRA’ AVUTO COMUNQUE IL SUO SUCCESSO. CONDIVIDO APPIENO QUESTO PENSIERO RIASSUNTO PERALTRO NELLO SLOGAN DEL BLOG AZIONE GIOVANI “NO ALLA DROGA”: “IDEALE PER LOTTARE, NON DROGA PER MORIRE”.
On. Gabriella Carlucci
E' giovane, maschio, fa uso soprattutto di cannabis ma non disdegna i mix anche con l'alcol, usa le sostanze in modo occasionale, e' single, per lo piu' occupato o studente. Questo l'identikit dei consumatori di sostanze stupefacenti segnalati alle prefetture -tra cui sono sempre piu' numerosi i minorenni- contenuto in uno studio del Ministero dell'interno che analizza i mutamenti del consumo di droga negli ultimi 15 anni (dal '91 al 2006) da quando la legge 309 del 1990 ha istituito i Nuclei Operativi per le Tossicodipendenze delle Prefetture (Not).
Nel periodo preso in esame sono state 516.427 le persone segnalate ai Not, mentre le segnalazioni effettuate dalle forze dell'ordine sono state 653.377 (una stessa persona puo' essere stata segnalata piu' volte). Di questi, piu' dell'80% ha avuto una sola segnalazione.
Lo studio messo a punto dalla Direzione Centrale per la documentazione e la statistica del Ministero dell'Interno, di cui e' responsabile il prefetto Giuseppe Montebelli, sottolinea il grande cambiamento della tipologia del consumo di droga negli anni: alla figura dell'eroinomane emarginato, disoccupato e con un livello di scolarita' basso si e' progressivamente sostituita una nuova tipologia. I giovani assuntori di sostanze risultano essere, in generale, persone socialmente integrate, con un buon livello di istruzione, che spesso consumano alcol in associazione con diverse droghe, sia in occasioni di divertimento, nei locali pubblici, sia in privato.
Il 98% delle persone segnalate per consumo di droga nei 15 anni presi in considerazione sono cittadini italiani, per piu' del 93% di sesso maschile, eta' media 24 anni, in gran parte single che vivono nella famiglia di origine. Oltre il 45% ha un diploma di scuola media inferiore, il 30% ha un diploma di scuola media superiore e il 15% ha una qualifica professionale.
Uno su tre ha abbandonato gli studi. La maggioranza risulta regolarmente occupata, gli studenti sono tra il 14 e il 22%.
L'80% dei soggetti sono stati segnalati per detenzione per uso personale di cannabinoidi.
Oltre la meta' delle persone segnalate riferisce di aver cominciato a prendere droga tra i 14 e i 18 anni di eta', ma in alcuni casi si segnala un inizio piu' precoce, a partire dagli 11-12 anni; piu' di un terzo dei segnalati riferisce una poliassunzione di alcol e sostanze stupefacenti.
L'analisi rileva ancora come la percentuale dei minorenni segnalati sia aumentata nei 15 anni, arrivando nel 2000 al 9% rispetto al 5,7% del 1991; a partire dal 2001 invece diminuisce, fino al valore del 7,7% nel 2006. Anche tra gli under 18 si conferma la tendenza all'aumento della cannabis, di gran lunga la sostanza preferita dai minori; ma si registra, soprattutto negli ultimi anni, anche un aumento di quelli che consumano cocaina, che nel 2006 sono arrivati al 4%.
L'andamento generale delle segnalazioni mostra un trend crescente a partire dalla meta' degli anni '90; l'apice nel 2004, con 47.989 persone. Se nei primi anni '90 predominavano le segnalazioni per le cosiddette droghe 'pesanti', eroina e cocaina, a partire dal '93 i segnalati per eroina sono costantemente diminuiti (dal 50% del 1991 all'8% del 2006). Il contrario si e' verificato per quanto riguarda il consumo di cannabinoidi (hashish e marijuana), che e' aumentato nel tempo (dal 42% del '91 al 74% del 2006). Quasi triplicate le segnalazioni per la cocaina (dal 5% al 14%, seconda sostanza di segnalazione dopo la cannabis), stabili amfetatime e Lsd, in lieve aumento ecstasy e anche benzodiazepine e barbiturici.
Quanto alla distribuzione geografica, risulta che il maggior numero dei soggetti segnalati e' stato, tra il '91 e il '95, nel Nord-Ovest; a partire dal '96 il Centro ha registrato valori vicini al Nord-ovest superandolo nel 2004 per poi diminuire lievemente. Per il Sud, l'andamento e' stato in costante crescita e, a partire dal 2004.
"Il vero piano d'azione per la lotta alla tossicodipendenza è mandare a casa un ministro che invece la droga la vuole liberalizzare". E' quanto afferma Maurizio Gasparri dell'Ufficio politico di An commentando quanto detto dal ministro per la Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, che aha annunciato che giovedì il CdM approverà il piano d'azione per la lotta alle tssicodipendenze.
Per Gasparri "non si puo' pensare di modificare la Fini-Giovanardi con una proposta di legge che tenta il raddoppio delle tabelle sull'uso personale delle droghe, se non addirittura la loro abolizione, e facilita l'attività degli spacciatori. Proposta che è tanto in antitesi con una seria politica di prevenzione e recupero dalla tossicodipendenza che semmai dovesse approdare in CdM non passerà mai in Parlamento. Così come - conclude - non passerà mai alcun fantomatico piano d'azione sul quale oggi si è pronunciato il ministro".
Roma, 17 nov. (Apcom) - La tavola rotonda si chiama 'Fede e Politica' e va in scena al primo meeting nazionale dei Cristiano riformisti che ospita, seduti in prima fila, il leader di An Gianfranco Fini, il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, il coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi. In platea tanti esponenti di Alleanza nazionale perchè il movimento, "pur non volendo diventare un partito ma funzionando come un gruppo di pressione", è molto vicino ad An. E le tesi sono quelle care alla destra, a cominciare dalla lotta 'senza se e senza ma' alla droga tant'è vero che in più di uno invoca dal palco il ripristino della legge Fini-Giovanardi. Per tutti parla don Pierino Gelmini, padre della comunità 'Incontro', che attacca a testa bassa il ministro della Salute Livia Turco.
"Il ministro Turco è arrivato con una sanità al disastro e come primo pensiero ha avuto quello di aumentare le dosi minime di hashisc: vergogna, vergogna, vergona - attacca don Gelmini -.
C'era un vecchio detto che diceva 'mamma li turchi' ora io dico: 'Mamma la Turco...'". E poi rivolto alla platea don Gelmini conclude: "Ascoltate questo vecchio prete, la droga è morte, non si fanno patti con la droga, non esistono le droghe leggere".
Roma, 29 set. (Adnkronos) - Il 58% dei votanti e' contrario alle narcosale, gli spazi dedicati alla somministrazione controllata di droghe a tossicodipendenti. E' quanto emerge da un sondaggio di Sky Tg24, secondo il quale il 42% sarebbe invece d'accordo con questa proposta.
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I sondaggi non hanno alcun valore statistico, in quanto rilevazioni aperte a tutti e non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di dare la possibilita' di esprimersi sui temi di attualita'.
Roma, 28 set. - Questo pomeriggio, circa 50 militanti di Azione giovani hanno manifestato in via Ciro da Urbino 45 (quartiere Tor Pignattara) contro tutte le droghe e per chiedere l'immediata chiusura degli "Ecosmart shop". Lo rende noto un comunicato della stessa Azione giovani.
I ragazzi hanno esposto uno striscione che recitava "Chiuso per spaccio!" e hanno serrato, simbolicamente, il negozio con un lucchetto gigante. "Questa manifestazione- ha detto Federico Iadicicco, presidente romano di Azione giovani- rientra nella battaglia che Azione giovani sta portando avanti da mesi per chiedere l'immediata chiusura di tutti gli 'Ecosmart e Grow shop', una trentina al momento a Roma, negozi nei quali si vendono liberamente semi di canapa indiana (marijuana).
Chiediamo- continua- che vengano chiusi in via precauzionale e che vengano messi fuori legge le sostanze allucinogene e narcotiche che, sfruttando dei buchi legislativi, sono oggi in commercio. Saremo davanti a questi negozi a manifestare anche la prossima settimana- conclude Iadicicco- in vista del corteo di Alleanza nazionale del 13 ottobre dove presenteremo le 5mila firme, che abbiamo raccolto fino ad oggi, nelle quali si chiede una nuova legge che disciplini questa materia".
Roma, 28 set. - 'No chiaro. Puntare su prevenzione, formazione, recupero. Il problema della tossicodipendenza non si affronta con le narcosale perche' il rischio e' che diventino, nello stesso tempo, ghetti che legittimano l'uso della droga e luoghi privilegiati in cui si concentrano potenziali spacciatori. Il no chiaro alla somministrazione di Stato lo avevamo espresso circa un anno fa'. Lo affermano le senatrici dell'Ulivo Emanuela Baio, Capogruppo in Commissione Sanita', e Paola Binetti, che avevano gia' sottolineato l'urgenza di intraprendere un'azione preventiva con interventi il piu' precoce possibili sui giovani, sulle famiglie e nelle scuole. Spiegano Baio e Binetti: 'Alla prevenzione-formazione dovrebbero affiancarsi investimenti seri in tutte le comunita' di recupero, capaci di offrire garanzie umane, scientifiche e soprattutto efficacemente terapeutiche. Il Ministro Turco, con il suo no deciso e decisivo a qualsiasi forma di spaccio e consumo nelle scuole e intorno alla scuola, aveva mostrato sensibilita' e tempestivita' nell'intervento. Il Ministro Fioroni aveva promesso azioni chiare e forti di educazione alla salute e di prevenzione nei confronti di qualunque tossicodipendenza'. 'Vorremmo - aggiungono le senatrici dell'Ulivo - che si proseguisse su questa strada. Sul piano concreto sembra che le narcosale possano risolvere problemi su cui da decenni si affannano invano a trovare soluzioni il mondo politico, il sistema socio sanitario e tante iniziative di volontariato generoso e competente. Ma non risolvono nulla e corrono il rischio di essere qualcosa di peggio di un buco nell'acqua. Se Veronesi, oncologo di fama, dice che in Svizzera sono utili, Cancrini, noto psichiatra particolarmente attento a questi problemi, parla di angoscia e mancanza di evidenze scientifiche. Entrambi collocati politicamente a sinistra e senza possibilita' di essere intercettati come retrogradi, sono diversi e divisi, come diversa e divisa e' l'opinione pubblica'. Concludono Baio e Binetti: 'La prudenza in questi casi esige di mantenere la massima vigilanza possibile sulla prevenzione e sul recupero attraverso la riabilitazione senza scorciatoie di alcun tipo'. (AGI)
(AGI) - Como, 26 set. - Poteva essere una strage, fortunatamente e' finita con un solo ferito e una denuncia per guida sotto effetto di stupefacenti. L'incidente e' avvenuto questa mattina, pochi minuti dopo le 8.00, in via Giussani a Como. Una ragazza ventenne residente a Como (R.G. le sue iniziali), aveva appena parcheggiato la sua Fiat Punto a lato della scuola elementare e accompagnato la sorellina. Una volta ripartita in direzione della Varesina, l'auto e' stata speronata da una Fiat Bravo, alla cui guida vi era un giovane di 28 anni, M.H., proveniente dalla Tunisia. L'auto dell'uomo, secondo la dinamica verificata dalla Polizia Locale, ha invaso la corsia di marcia e scaraventato l'altro veicolo sul marciapiede opposto fino a colpire la recinzione di una villetta che e' stata abbattuta dall'urto. Uno scontro violentissimo tanto da mandare all'ospedale la ragazza, i cui accertamenti sanitari sono tuttora in corso. Giunto sul posto il Capitano della squadra operativa della Polizia Locale ha chiesto le generalita' dell'uomo e da un sommario esame delle sue condizioni ha sospettato che potesse trovarsi in uno stato di non completa lucidita'. Immediata la richiesta di esami tossicologici all'ospedale Sant'Anna che non hanno lasciato dubbi: il ragazzo e' risultato positivo al test della cocaina e dell'hashish, droghe presenti nel suo corpo in quantita' rilevanti. Immediata la denuncia e il ritiro della sua patente di guida. (AGI)
Diciassette giorni sulle strade d’Europa. Partenza e arrivo a Verona. In totale, 2887 chilometri in bicicletta, attraverso Slovenia, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Austria. E’ questo l’itinerario che attende dal 2 al 19 settembre, il “ciclogiornalista”, come lui stesso si definisce, Donatello Sandroni.
Un lungo viaggio al seguito di “Fieragricola Europe Tour”, iniziativa realizzata da “Veronafiere” per fare conoscere nel nostro continente, le novità italiane nei campi della meccanizzazione agricola, della zootecnica e delle fonti rinnovabili. Ma, soprattutto, un'occasione per rilanciare un modo pulito di vivere e interpretare il ciclismo. Una lunghissima granfondo che Sandroni, classe 64, un passato da professionista come compagno di squadra del grande Claudio Chiappucci, ha scelto di targare San Patrignano, adottando per la sua avventura il marchio “Drugs Off”. Slogan che caratterizza, dal 2005, tutte le iniziative di prevenzione dalla droga realizzate nel mondo dello sport, dal più grande centro di recupero dalla droga d’Europa.
Sandroni, in sella ad una bicicletta offerta dall’ex iridato delle due ruote Maurizio Fondriest, anche lui testimonial “Drugs Off” durante una “Granfondo del sale”, sarà seguita da un équipe medico scientifica del dipartimento di scienze motorie dell’Università di Milano, diretta dal professore Giampietro Alberti. Obiettivo: monitorare e studiare dispendio energetico e metabolico, cui è sottoposto un atleta soggetto ad uno sforzo così prolungato e intenso.
Ed anche la conclusione del viaggio si annuncia all’insegna dell’impegno sociale e della solidarietà. La bici utilizzata da Sandroni, un modello Domino Durace 10V, sarà messa all’asta tra gli appassionati di ciclismo. E quanto ricavato sarà utilizzato da San Patrignano, nel sostegno alle attività sportive dei 1600 ragazzi della comunità.
Tratto dal sito della Comunità di San Patrignano
Milano, 29 ago. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Potrebbe entrare in vigore gia' a settembre il decreto del ministero della Salute che prevede un giro di vite sulle smart drug, letteralmente 'droghe furbe'. Una categoria che include sostanze, solitamente di origine naturale, con una composizione chimica simile a quella degli stimolanti come l'ecstasy o l'Lsd, in vendita nei cosiddetti 'smart shop' o su internet. Nel mirino del ministro della Salute Livia Turco, sono finiti i semi di tre piante, contenenti Lsa (Amide di acido lisergico), una sostanza psicoattiva simile all'Lsd. Si tratta dell'Argyreia nervosa, dell'Ipomoea violacea e della Rivea corymbosa.
Il loro inserimento, per decreto, nella tabella 1 delle sostanze stupefacenti significhera' la messa al bando di questi semi e il divieto di vendita. L'iter legislativo, fanno sapere dal ministero della Salute, e' gia' in corso. Il provvedimento e' infatti in attesa di parere da parte del ministero della Solidarieta' sociale e ha gia' ricevuto il 19 luglio quello positivo del Consiglio superiore di sanita', il quale ha aggiunto ai due semi elencati dalla Turco (Argyreia nervosa e Ipomoea violacea) quello di un'altra pianta della stessa famiglia, la Rivea corymbosa appunto.
La decisione di metterle fuori legge, come gia' successo nel 2005 per la Salvia divinorum, un'altra pianta dalle proprieta' psicoattive, arriva in seguito ad alcuni fatti di cronaca che ne hanno evidenziato la pericolosita'. L'ultimo risale all'anno scorso, quando un ragazzo barese era caduto dal balcone dopo aver masticato semi di Ipomea violacea acquistati in uno degli smart shop - circa un centinaio - sparsi per l'Italia. Da qui la richiesta della Procura di Bari di far rientrare i semi nella legislazione sugli stupefacenti.
Un appello che, insieme alla segnalazione dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che parlava di 'sospette reazioni avverse', ha spinto il ministro a concentrarsi sui prodotti naturali con effetti allucinogeni.
I semi in questione, secondo il manuale sulle 'smart drug', curato dal Dipartimento del farmaco dell'Istituto superiore di sanita' (Iss), sono in grado di provocare effetti psicoattivi simili al Lsd (dietilammide dell'acido lisergico): allucinazioni, perdita di coscienza, depersonalizzazione, apatia.
Secondo i dati raccolti dall'Iss, bastano quattro semi di Argyreia nervosa per scatenare le prime visioni. Ma - prosegue il manuale - un 'buon viaggio' allucinogeno si ottiene con almeno 8 semi.
Per avere lo stesso effetto con l'Ipomea violacea ne servirebbero 100, dal momento che la concentrazione di Lsa e' piu' bassa (0,01 mg contro 0,25). Lo 'sballo' si nasconde dietro nomi etnici e accattivanti: la Rivea corymbosa e' anche nota come 'fiore della vergine' o Ololiuhqui, l'Argyreia nervosa come 'Hawaiian baby woodrose' perche' produce un fiore simile alla rosa e viene infatti venduta come 'seme da collezione'. L'Ipomea violacea e' invece nota come 'morning glory'.
Tutte esercitano il fascino dell'esotico: in origine venivano infatti utilizzate dalle popolazioni indiane e del Centro-America, erano parte della loro cultura medica e religiosa e sono diverse le leggende che le vogliono protagoniste di storie di sciamani e stregoni. 'Il viaggio', dicono gli esperti, puo' durare dalle 4 alle 8 ore, con effetti che spaziano dalle allucinazioni alle visioni di colori 'accesi e danzanti', dalle alterazioni dell'umore all'apparente sensazione di quiete.
ROMA (ITALPRESS) - "Dopo l'ennesima tragedia causata da un tossicodipente alla guida, con la morte di una bimba di tre mesi, e' doveroso ricordare che il cosiddetto ministro Ferrero, designato da Bertinotti e nominato da Prodi, voleva cancellare con altri ministri Ds, le norme della legge antidroga che prevedono il ritiro della patente per chi usa droga. Attendiamo la pubblica autocritica di una persona che propaganda ogni giorno la cultura della morte".
Lo afferma - in una nota - Maurizio Gasparri, dell'esecutivo di Alleanza Nazionale.